I RACCONTI DEL GHEBO - Mercoledì 3 marzo - Barbablù di Istrana

1 Marzo 2010 – 15:55 di Fulvio Ervas - letture: 244 scarsosufficientebuonomolto buonoottimo (6 voti, media: 4.33 su 5)

(Segnalo, per i numerosi amanti degli scrittori veneti, l’incontro di mercoledì 3 marzo, organizzato dalla Biblioteca di Istrana, ore 20.30 presso la pizzeria Barbablù: Mariarosa Mason ( “La casa di Nina”) e Renato  Cagnin ( “I racconti del Ghebo”) parlano delle loro produzioni letterarie). 

Si può separare un uomo dal tessuto fisico in cui è nato? Non si dovrebbe. Accade, naturalmente.

Che la nostra vita cambi, che cambi quella dei nostri figli è normale. Ma è uno scempio che questi cambiamenti si manifestino anche sulla forma del territorio in cui siamo nati, che scompaiano boschi, siepi, corsi d’acqua.

Mutano i colori che avevamo impresso nella memoria e non è un processo naturale, non dipende dal fato, ma dall’insipienza umana, da una malattia che trasforma in freneticamente irreversibile quello che in natura era paesaggio, sfondo e rifugio per l’anima.

Cosa resterà dei nostri paesaggi? Come li ricorderemo? Raccontandoli. Come li sta raccontando Renato Cagnin, con arte, sensibilmente, sospeso tra il ricordo e l’invenzione. Anzi: utilizzando il ricordo come l’ordito di un tappeto su cui ridisegnare, adesso, nella mente del lettore di oggi, le immagini perdute di certi ambienti e dentro ad essi certe vite. Così scorrono assieme, inestricabili, personaggi e luoghi. Come è, e deve essere, in una memoria del passato che ci nutre, dove persone che ci hanno colpito e luoghi che ci hanno emozionato, hanno determinato la nostra personale sensibilità: il modo con cui guardiamo il mondo e la nostra stessa vita. Il nostro spessore o, ahinoi, la nostra superficialità.

Così, nei racconti di Renato Cagnin, s’incontrano vecchi ponti, case misteriose piene di libri e antiche ville, cave, argini ed acque. E persone come Ermenegildo Secondo, Ersilia Fracalanza, in arte maestra, Maria e la sua carrozzella, i complessi musicali che sognavano Liverpool.

Gente di Piombino Dese? Di più: gente d’ogni dove. Persone d’ogni mondo che cambia, un po’ travolte.

Un villaggio di personaggi esistiti ( alcuni ancora esistenti), narrati con delicata vicinanza e con l’attento distacco dello scrittore che sa trasformare un dettaglio, un piccolo oggetto, una curva e un tramonto, in storie. In viaggi per il lettore. Perché leggere è viaggiare e scrivere è indicare il percorso. Cosa che Renato Cagnin riesce a fare con la leggerezza e l’eleganza delle stesse acque che richiama nel titolo della sua raccolta e che gli fanno scrivere, a chiusura dell’opera: “ Il fiume porta con sé le voci di ciascuno e, nel suo lungo percorso, danzanti come volo d’api, altre se ne aggiungeranno. Vite allegre o tristi, di benessere o di miseria, sagge o stolte. E si lasceranno trasportare fino al termine del viaggio, tra le braccia dell’ “acqua granda” che tutti i fiumi raccoglie e dove ogni lingua sarà parlata. Allora ognuno racconterà la propria storia e tutti staranno ad ascoltarla”.Bravo Renato.

  1. 1 Commento a “I RACCONTI DEL GHEBO - Mercoledì 3 marzo - Barbablù di Istrana”

  2. Renato Cagnin sei l’amore della mia mia vita,ti amo da Martina Gabin!!!!i tuoi libri sono fantastici li ho letti tutti!!!!

    Da martina garbin il Mag 21, 2010

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