La discarica, il fotovoltaico e il bacologico in consiglio comunale il 25 gen 2010

26 Gennaio 2010 – 07:02 di Denis Fresch - letture: 381 scarsosufficientebuonomolto buonoottimo (8 voti, media: 4.13 su 5)

Questo il testo del mio intervento nel Consiglio Comunale del 25 scorso in riferimento alla sottoscrizione della variante della Convenzione con Geo Nova, dopo il cambio dell’investimento da pista roller e altro all’interno della discarica e la nuova destinazione dei soldi per uno stralcio dell’ex-Bacologico (ora destinato ad ospitare anziani non_autosufficienti).

Le considerazioni iniziali.

È positiva la scelta di un impianto fotovoltaico. C’è molto bisogno, abbiamo tutti molto bisogno di energia e alternativa. Il sole è ancora la migliore fonte;
Così come è positiva la scelta di modificare la PISTA ROLLER+LAGHETTO+MUSEO con l’attuale ricomposizione che più si addice al territorio e come fu fin dall’inizio previsto.

Proviamo a ricapitolare:
1) fino a ieri sera avevamo la situazione che:
• Geo Nova investe 2,350 mln di euro sulla PISTA ROLLER + gli annessi;
• Il comune diventa gratuitamente proprietario dell’area esterna su cui sarebbe dovuta insistere la PISTA ROLLER (area inizialmente esistente, escluse le nuove acquisizioni);
• Nessun onere di manutenzione, intervento, vigilanza, eccetera;

2) Oggi, secondo quanto presentato in questa proposta di deliberazione di questa convenzione, ci è illustrata la seconda alternativa:
• sempre 2,350 mln utilizzati come parziale investimento sul “bacologico”;
• perdiamo la promessa proprietà su un’area importante. In cambio godremo di servitù pubblica, che NON equivale a proprietà;
• costruzione di un impianto fotovoltaico “in trincea”, con annesso “belvedere” e percorso formativo;
• lo scavo sarà di circa 300.000 m3 di terreno;
• Geo Nova avvierà l’impianto solo se avrà i contributi. Altrimenti si fermerà lì.

Ci sono pertanto dei punti da chiarire per comprendere se e quali siano i vantaggi che Istrana trae da questi cambianti.

CONVENZIONE
il punto 5) recita che “… l’impegno [sul fotovoltaico] … verrà meno … qualora a causa di ostacoli tecnici … se il progetto … non possa essere realizzato in modo conforme al progetto definitivo presentato.”
In questo caso che fine fa il contributo dei 2,350 mln di euro?

al punto 9) si parla di DISMISSIONE [del fotovoltaico],
per dismissione cosa s’intende? fine attività, interruzioni oppure abbandono?

perché Geo Nova intende “… mantenere la destinazione dell’area … alla produzione di energia … o … ripristinare l’area alla destinazione d’uso in essere alla sottoscrizione della presente convenzione …”

QUESTO PUNTO NON CHIARISCE CHE FINE FARANNO GLI IMPIANTI. È sufficiente che Geo Nova dichiari che manterrà la destinazione dell’area e tutto resterà in disuso chissà per quanto tempo. E diventerà, statene certi, un 2° sito di discarica che anche per quel tempo ce ne sarà richiesta. Così facendo hanno messo le mani avanti per garantirsi lo sviluppo dell’attività. Ne consegue che LO SMALTIMENTO DELL’IMPIANTO NON AVVERRA’ MAI!

Va da sé che DEVE essere chiarito. I cittadini di Istrana non possono farsi carico di quelle che saranno spese non indifferenti (e che comunque dovrebbero essere state STIMATE). OBBLIGATORIAMENTE Geo Nova dovrà ripristinare l’area alla destinazione d’uso in essere alla sottoscrizione della presente convenzione, senza alternative. Ripristino allo stato iniziale e fine dei discorsi e delle controversie interpretative.

il punto 2) recita che “… viene meno l’obbligo … di realizzare il Piano di reinserimento Ambientale per la parte esterna”. In qualche modo è compromesso il Reinserimento ambientale per la parte interna, cioè per la discarica, come adesso è dimensionata (spazialmente)?

SULL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Non ci è stata illustrata una SIMULAZIONE dell’investimento stesso, né un PIANO DI RIENTRO per il recupero dei contributi energetici europei (GSE) e del Risparmio di energia elettrica. Proprio allo scopo di conoscere “i numeri” dell’intero progetto.

È da premettere che l’idea dell’impianto fotovoltaico, effettivamente già ventilata nella Convenzione del 2007, non aveva in quegli anni precise indicazioni di indirizzo, non essendoci ancora finanziamenti importanti e nemmeno realizzazioni consolidate. Parlando ora di fotovoltaico, parliamo di argomento in recente sviluppo e di specifiche esperienze ben riscontrabili su impianti a livello piano campagna e sotto di esso.
Tanto è vero che nelle premesse, l’ultimo accapo della pagina 2 recita “… è maturata la definizione del progetto … con individuazione di soluzione tecniche di massimizzazione dell’efficienza e ottimizzazione del reinserimento ambientale dell’opera …”
La produzione di energia sarà di 1,3 mln KW, per ciascun anno e per 20 anni: quindi 26 milioni di KW.
L’impianto funzionante verrà a costare circa 3,1 milioni di euro.

Siccome non sono state eseguite simulazioni di costi per investimento, di ritorni e di ristori per la produzione di energia, è il caso di precisare che:

a) il materiale di cava renderà, fra i 2,5 e i 3 milioni di euro;
b) il contributo è di 0,346 €/KW, che in 20 anni porterà circa 9 mln di euro;
c) il risparmio sull’addebito dell’energia è di 0,10 €/KW. In vent’anni saranno oltre 2,6 mln di euro;
d) complessivamente un ritorno di circa € 12 mln di euro;
e) al quale sottraiamo il costo dell’investimento di circa 3,1 mln di euro;
f) significa che l’incasso netto alla fine dei vent’anni sarà di circa 9 milioni di euro (che per non perdere le misure sono circa 18 mld delle nostre vecchie lire). Nulla in contrario, per carità. Uno investe e guadagna (e paga le tasse). Ma qui si tratta di utilizzo di beni della collettività, di bene pubblico!

Siccome il punto 1) del progetto di delibera recita che “… la realizzazione [della parte del bacologico], alle medesime condizioni economiche stabilite dalla Convenzione …” sta a significare che, oltre ai 2,35 mln di euro, il ristoro che viene riconosciuto al Comune di Istrana sarà di € 25.000 per anno, complessivamente quindi di 500.000 euro per vent’anni, in cifra fissa e svalutata negli anni. Quanto varranno in termini di potere d’acquisto 25.000 euro nel 2020? O nel 2025? Potremo comprarci una bici? E chi lo sa! Almeno indicizzarlo, trovando evidentemente come, ma di metodi ce n’è più di uno.
In Geo Nova, tuttavia, sono stati pronti ad attualizzare l’anticipazione dei 25.000 dei primi 10 anni a un certo tasso e voi non siete stati in grado di indicizzare gli altri 10 anni.

Poi non è stato chiarito se l’impianto può essere ampliato. Oppure se tecnologicamente implementato o modificato e la produzione di energia aumentasse? È chiaro che a noi resteranno i 25.000 euro l’anno, via via svalutati anno dopo anno. Per la mia specifica esperienza e per i risultati a suo tempo ottenuti con Geo Nova posso dichiarare che il ristoro a favore di Istrana è stato molto, ma molto al di sotto delle potenzialità insite nella trattativa. Nel 97-98 la mia trattativa portò alla triplicazione del ristoro per ciascuna tonnellata di conferito e la richiesta di Geo Nova riguardava SOLTANTO lo spostamento dell’impianto di frantumazione.E in dodici anni alle casse sono arrivati oltre 9 milioni di euro IN PIU’non bruscolini. E qualcuno in campagna elettorale si era anche permesso di ironizzare sulla tenuta del bilancio degli anni 1997 e 1998!

E non mi si venga a dire che la controparte è ed è stata molto dura! E chi non lo sarebbe. Ma gli interessi della Comunità sono molto più importanti.
Abbiamo rinunciato a un passaggio di proprietà di un’area a titolo gratuito; permettiamo uno scavo di abbondanti 250.000 m3 di terreno che renderà ai cavatori qualcosa come oltre 2,5 milioni di euro  permettendo loro un investimento con un ricavato netto di 9 milioni di euro e ci “elemosinano” di 25.000 euro per anno, e nemmeno indicizzati?
E non solo. NON È STATO DEFINITO LO SMALTIMENTO - IL CONTRIBUTO SEMBRA LEGATO AL PROGETTO FOTOVOLTAICO (niente progetto niente soldi) - NON E’ STATO CHIESTO, invece, IL CONTRIBUTO AGGANCIATO ALLA REMUNERAZIONE DELL’ENERGIA PRODOTTA.

Inoltre,
il punto -8 della convenzione presenta un’eccessiva cautela a favore di Geo Nova e quindi a scapito nostro, di noi cittadini.
Trovo ancora un’anomalia che sia Geo Nova, seppure con il gradimento del Comune, a scegliere e pagare i progettisti. Si ripresenta la medesima errata scelta che fu operata vent’anni fa per i Tecnici di verifica della discarica: il Comune li sceglieva e Geo Nova pagava. Al mio rinnovo di convenzione nel ‘97, Geo Nova aumentava i ristori per il Comune e il Comune si sarebbe fatto carico, come se lo è fatto, di trovare e pagare i tecnici: questa è la soluzione ottimale, senza compromessi o interferenze.
Riprendendo questa convenzione: l’ultimo periodo ci informa che “… Qualora a causa di ostacoli tecnici a oggi non considerati e/o prescrizioni della Pubblica Autorità, il progetto di cui al punto 4) [il fotovoltaico] non possa essere realizzato, in tal caso le spese tecniche sostenute da Geo Nova per gli incarichi di cui al presente punto [l’intervento sul bacologico] saranno defalcate dall’importo complessivo delle opere che dovranno essere realizzate a cura e spese di Geo Nova.”

E ciò sta a significare che se per qualche motivo l’impianto fotovoltaico non si farà, non solo perderemo il contributo (è così?) ma ci saranno defalcate, sottratte, le spese sostenute da Geo Nova per il progetto medesimo!

Signori Amministratori e se vi ritenete tali, non credete che stridano queste condizioni capestro imposte da chi ha sfruttato il nostro territorio per oltre vent’anni. Vi hanno proposto “un affare pro_domo_sua” che renderà loro qualcosa come 9 milioni di euro, NETTI, e ci rinfacciano qualche migliaia di euro per una progettazione?

Una considerazione sul bacologico (se andrà a buon fine il finanziamento):
l’impegno di Geo Nova (gli ormai famosi 2,350 mln di euro) copriranno parzialmente l’investimento. Questo PARZIALMENTE cosa significa? Considerando che il progetto approvato dalla Giunta è di circa 5 milioni di euro, la somma di Geo Nova non è nemmeno la metà. Vi chiedo: dopo questo investimento come sarà utilizzabile lo stabile? O rimarrà alle intemperie con qualche milione di euro in più sulle spalle e non sarà usufruibile fino a quando non saranno trovati gli altri 3 milioni di euro? Aspetto dettagli.

Con questa sommaria disamina ho voluto dimostrare la soccombenza dell’amministrazione nella trattativa, cioè la totale incapacità a perseguire gli interessi della Comunità lasciando uno strapotere alla controparte. Un equilibrio che avreste dovuto mantenere “come barra dritta” a favore della comunità e non svenderci, ancora una volta, oltre ai vari maltrattamenti cui ci avete sottoposto in tutti questi anni.

Darò un voto di astensione perché:

Condivido le scelte di fondo come indicato in apertura del mio intervento. Non sono invece per nulla soddisfatto di com’è stata terminata la trattativa. Per Istrana risulta evidente che la situazione complessiva è peggiorata rispetto alla precedente già scarsa soluzione.

  1. 2 Commenti a “La discarica, il fotovoltaico e il bacologico in consiglio comunale il 25 gen 2010”

  2. bravo Denis bel intervento, el sindaco el gà mostrà ancora na volta tutta ea so deboessa…. quando chel xe tacà el và in escandescensa…. el perde e staffe… peccato ke quando ha detto ke la giunta ha portato avanti la trattattiva con Geonova nel miglior modo possibile coadiuvata in maniera eccellente dallo staff dell’ufficio tecnico…. peccato dicevo non avergli ricordato ke la stessa giunta e lo stesso ufficio tecnico solo un mese fà hanno indetto in maniera sublime una gara d’appalto per la pensilina di copertura della tribuna del nuovo campo sportivo con annnesso impianto fotovoltaico, tanto sublime da essere andata deserta….. bravi bene bis

    Da gion il Gen 26, 2010

  3. I temi che si istaurano quando si toccano argomenti legati a scelte di mitigazione di un sito scelto come contenitore di scorie e il suo sucessivo riutilizzo ,sono così fonte di attrattiva per investimenti,che si ripresentano figure che rappresentano gli sfruttatori e gli sfruttati.Attenzione se gli errori ci sono stati sono fonte per migliorare le scelte sucessive.Dinnanzi ad una scelta nel concedere nel propio territorio un sito per una discarica deve fare i conti non solo economicamente sul fatto del guadagno monetizzabile dalla scelta produttiva decisa,ma anche tener presente della perdita in termini di causa/effetto ; debbono fare i conti con la perdita in termini di territorio come risorsa non rinnovabile nei confronti della comunità,in quanto deturpata, aggredita alterata chimicamente nociva. Percui abbiamo in poche parole una questione che si riduce come illustrato dalla storia in un rapporto che avvantaggia i privati singoli da una parte (sfruttamento delle risorse collettive) e svantaggia dall’altra la comunità e il suo ambiente (sfruttata ).Rappresentata da incompetenti (privi del concetto di benessere collettivo)che nella forma contrattuale tra gli attori privati/pubblico avvantaggiano il privato a svantaggio della comunità.Ovviamente raccontando frottole ed elogiando al cittadino e alla comunità pochi aspetti positivi senza nominare quel treno carico di pesi negativi. Sostanzialmente essi si vestono di cariche costituzionali e per mantenerle sono disposti a tutto tranne lavorare per quello che dovrebbero rappresentare ;la comunità e con essa il suo ambiete su cui poggia per il benessere e il futuro della comunità.Non si tratta di scelte di partito destra /sinistra ,si tratta di non avere le basi di maturità e conoscenza, per affrontare tematiche collettive e di non saper rappresentare nel migliore dei modi la comunità la sua proiezione verso un futuro con aspetti migliorativi che l’evoluzione culturale permette.Pur sapendo che la comunità non ha integralmente le conoscenze supreme per affrontare tutte le tematiche (anche per un fattore di tempo)così ancor di più quelle delicate.Ecco che il benessere della comunità viene messo da parte ,come da 60 anni è scritto dalla storia. Cambiano gli investimenti ma lo sfuttamento è sempre quello a discapito della comunita del cittadino.La salute ambientale come risorsa deve esser ormai concepita culturalmente, è dagli anni 60 che se ne parla. l’argomento è delicatissimo tale per cui necessita a conseguenza di rapportarsi con persone esperte ,nel senso che debbano avere le prerogative le conoscenscenze adeguate su tematiche che si fondano sul concetto di territorio e ambiente come risorsa non rinnovabile e quindi unica non sostituibile, salute ambientale ed economica e crescita della collettività o comunita , la proiezione della stessa nell’immediato futuro (non la cresita dei singoli),secondo i termini del rapporto uomo e territorio mitigando lo sfruttamento dello stesso.Tutto ciò in termini di diritto.Il territorio ormai deturpato che avvolge una discarica non sarà mai salutare e gli effetti negativi non sono immediati si potranno verificare nel tempo monitorandolo. E’ territorio perso se non riutilizzabile ma a quali presupposti?.Sicuramente non come i primi progetti che vi ripensavano parchi giochi per bambini, pensate a san giuliano a Mestre in cui nel sottosuolo vi sono depositate sostanze altamente tossiche,E sopra un bellissimo parco in cui i bambini vi giocano.Abbiamo acquisito che le energie rinnovabili sono tecnologicamente il passo per lasciare il gas il petrolio le emissioni co2 , esempi già in austria e germania ce lo dimostrano(in cui intere comunità si autogestiscono elettricamente in cui la comunità ci guadagna non pagando l’elettricità e il comune alquanto )percui una prospettiva verso il fotovoltaico è così importante da non sottovalutare da non sprecare considerando e tenendo persente sempre gli aspetti che fanno crescere la comunità.

    Da maxventura il Mar 8, 2010

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